– PROFILO ORMONI STRESS: valutazione dello stress psico-fisico mediante dosaggio CORTISOLO e DHEA.
– TEST INTEST FLORA: valuta DISBIOSI INTESTINALE e ANALISI FUNGHI MUFFE LIEVITI.
TEST PER INTOLLERANZE ALIMENTARI
RAST TEST ALLERGOLOGICO – per alimenti ed inalati
– MINERALOGRAMMA: valuta intossicazione da metalli e dosaggio minerali fisiologici, vitamine, aminoacidi. Inoltre fornisce il profilo di importanti ormoni e neurotrasmettitori (ad esempio Testosterone, Dopamina ecc.)
– TEST GENETICI: tra i quali test che valuta il metabolismo dei carboidrati – lipidi – proteine per una dieta personalizzata

PROFILO ORMONI STRESS valuta lo stress psico-fisico con un semplice prelievo di saliva. Valuta i livelli di DHEA e Cortisolo.

Questo test è incentrato sull’analisi dei livelli bioattivi di due importanti ormoni dello stress: il Cortisolo e il DHEA. Il livello di cortisolo tende a rimanere costante o ad aumentare con il passare degli anni. Tuttavia, anche in seguito a stress severo e prolungato, i livelli di cortisolo possono incrementare in maniera drammatica e cronica. Il livello del DHEA, al contrario, diminuisce progressivamente con l’età e l’aumento dello stress. Il PROFILO STRESS è rivolto a chi conduce ritmi frenetici, stili di vita scorretti o sregolati, a chi soffre di crisi d’ansia, a chi presenta invecchiamento cutaneo. Consigliato in caso di: frequente sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, depressione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, invecchiamento cutaneo precoce. E’ fondamentale saper riconoscere il proprio livello di stress e porvi rimedio.

DHEA E CORTISOLO: UN EQUILIBRIO PER LA VITA

Il cortisolo
Il cortisolo influenza il metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine.
Se c’è un eccesso di produzione di cortisolo (sovrapproduzione), nel tempo questo può provocare disturbi e problemi di ordine metabolico.

Inoltre, il cortisolo è un ormone “glicemico” nel senso che può aumentare i livelli di zucchero nel sangue in vari modi, come la produzione di glucosio nel fegato (gluconeogenesi).

Il cortisolo può anche ridurre la capacità di utilizzare il glucosio attraverso i tessuti periferici infatti è possibile avere un effetto anti-insulinico.

Nelle situazioni stressanti il cortisolo aiuta anche a mantenere una pressione del sangue appropriata ed una normale attività nervosa e cerebrale. La concentrazione di cortisolo nell’organismo varia durante le 24 ore seguendo un ritmo preciso (circadiano). In condizioni normale quindi l’ormone non crea danni. In condizioni di stress invece ne viene stimolata la secrezione da parte del surrene e si determina la perdita della normale ritmicità. Anche l’eccessiva attività fisica stress l’organismo compromettendo lo stato di salute ed il rendimento sportivo. L’alterazione di tali ritmi genera stanchezza, aumento di peso, depressione e scarse prestazioni.

Il DHEA:

Anche un altro ormone è prodotto dalla corteccia delle ghiandole surrenali, il DHEA.

Livelli estremamente bassi di DHEA sono stati riscontrati in pazienti con arteriosclerosi, ipertensione, scarsa memoria e capacità di concentrazione, sovrappeso e disturbi del metabolismo lipidico, sindrome da affaticamento cronico, elevati livelli di colesterolo.

Tra gli effetti positivo del DHEA rientrano: aumento della forza, della prestanza e della performance sportiva, aumento metabolismo basale, riduzione delle masse adipose (dimagrimento), miglioramento del sistema immunitario, stimolazione del funzionamento neurologico e miglioramento della memoria, prevenzione di malattie nervose degenerative, prevenzione dell’osteoporosi, prevenzione delle malattie cardiache.

Sintomi da carenza di DHEA: fatica, depressione, ansia, capelli e cute secchi, addome prominente, cellulite.

RAPPORTO DHEA E CORTISOLO:

Con l’invecchiamento di solito si osserva un brusco ed imponente calo dei livelli di plasmatici di DHEA, dei suoi metaboliti nelle urine delle 24 ore (17-chetosteroidi) e di altri ormoni anabolici come testosterone, melatonina e gh, mentre i valori del cortisolo totale e libero nel plasma, del cortisolo libero e dei suoi metaboliti nelle urine delle 24 ore (17-idrossicorticosteroidi), possono essere lievemente aumentati, stabili o ridotti in modo meno evidente. Ciò può favorire, a causa di una dominanza del cortisolo rispetto al DHEA e quindi del catabolismo sull’anabolismo, l’insorgenza di molte patologie connesse al processo di invecchiamento:
1.  osteoporosi, perdita di massa muscolare (sarcopenia), assottigliamento ed invecchiamento della pelle, rallentamento dei processi di guarigione delle ferite.
2.  depressione, disturbi dell’umore, perdita di memoria specie di quella dichiarativa.
3.  immunosenescenza caratterizzata da un lato dall’indebolimento delle difese immunitarie con aumentata suscettibilita’verso infezioni e tumori, dall’altro dall’incremento di patologie infiammatorie croniche.
4. obesità di tipo addominale dovuta a resistenza periferica all’ insulina ed alla leptina associata ad anomalie dei grassi nel sangue, arteriosclerosi, ipertensione, ritenzione idrica, diabete ed aumentata incidenza di patologie cardiovascolari.
5.  artrosi.
6.  anomalie ed asincronie in altre funzioni ormonali.

In altri soggetti, le cui surrenali tendono ad esaurirsi a causa dello stress cronico (adrenal fatigue), può osservarsi, oltre a quella del DHEA e dei suoi metaboliti urinari, una riduzione più o meno evidente dei livelli di cortisolo plasmatico totale e libero (solitamente di scarso valore diagnostico in quanto soggetti ad oscillazioni) e soprattutto del cortisolo libero (indice della produzione giornaliera della frazione biologicamente attiva) e dei suoi metaboliti (espressione del grado di utilizzo e quindi del metabolismo periferico) nelle urine delle 24 ore.

In alcune situazioni si può verificare un fenomeno paradosso caratterizzato da livelli plasmatici più o meno elevati, associati ad un calo dei suoi metaboliti urinari, espressione di un ridotto utilizzo dell’ormone causato dalla minore sensibilità dei recettori periferici dello stesso ormone. In sostanza il cortisolo si accumula nel sangue quando non viene adeguatamente utilizzato dai tessuti. In entrambe queste situazioni si osserveranno i caratteristici sintomi da carenza (o da inadeguato utilizzo o metabolismo dell’ormone) quali:

– stanchezza profusa specie dopo uno stress, in posizione eretta, al mattino (difficolta’a svegliarsi presto) e nel primo pomeriggio con miglioramento serale.

-febbricola specie dopo uno stress

-difficoltà a controllare lo stress con sbalzi d’umore, aggressività, attacchi di panico, problemi di concentrazione, confusione, sonnolenza e vuoti mentali.

-improvvise crisi ipoglicemiche che si manifestano con irritabilità, sudorazione e voglia di dolci che favoriscono l’aumento di peso

-senso di fame smodato verso i cibi salati

– sbandamenti, tachicardia, vertigini in posizione eretta, svenimenti, espressione di bassa pressione.

-allergie, ipersensibilità a sostanze chimiche e ad additivi, orticarie, eczemi, psoriasi, gastriti, coliti, congiuntiviti, artriti, patologie autoimmuni ,infiammazioni varie

-chiazze iperpigmentate su pelle e mucose

Molti di questi disturbi tendono ad accentuarsi in seguito ad uno stress psico-fisico anche minimo ed in posizione eretta ed a migliorare con il riposo ed in posizione distesa.

In tutti questi casi, ai sintomi  da carenza di cortisolo, si  associano quelli dovuti a deficit di DHEA come:

-perdita di peli pubici ed ascellari ed agli arti (uomo)

-pelle, capelli e congiuntive secche

-suscettibilità alle infezioni ed alle infiammazioni croniche(artrite reumatoide)

-suscettibilità verso diabete, aumento di peso, dislipidemia , patologie cardiovascolari ed osteoporosi.

-dolori articolari

-perdita di tonicità e di massa muscolare, inflaccidimento dell’addome.

-stanchezza, depressione, sbalzi d’umore ,calo della libido e della potenza erettile, problemi di memoria.

-scarsa resistenza allo stress ed in particolare verso i rumori.

-accumulo di grasso in sede addominale.

INTEST-FLORA +: rivela la DISBIOSI INTESTINALE E LA REATTIVITA’ VERSO I MICROORGANISMI:

LA DISBIOSI INTESTINALE

Parlando di disbiosi intestinale è ben e soffermarsi sulla definizione delle caratteristiche delle due principali forme di disbiosi alle quali può andare incontro il nostro organismo: la disbiosi “fermentativa” e la disbiosi “putrefattiva”. È opportuno definire il termine “disbiosi” come uno squilibrio qualitativo/quantitativo di microrganismi che sovvertono il normale equilibrio della flora intestinale. Questo equilibrio può alterarsi, con la produzione di cataboliti attraverso processi di fermentazione o di putrefazione, provocando disturbi quali stipsi, diarrea, malassorbimento dei nutrienti, meteorismo, dolori addominali, infezioni delle vie urinarie, prostatiti, cefalee, foruncolosi, dermatiti, vertigini e capogiri, colon irritabile, ecc. Se i microrganismi che sostengono questa disbiosi sono “saccarolitici” (ad esempio in una dieta ricca di dolciumi o in generale di carboidrati complessi) si presenterà una “disbiosi fermentativa”, con proliferazione di microrganismi soprattutto a livello dell’intestino tenue, e problemi di meteorismo addominale, flatulenza, feci a carattere acido, ecc. Al contrario, se la dieta è prevalentemente a base di carne o di grassi animali, e scarsa di fibre, si potrebbe presentare una “disbiosi putrefattiva”, con un pH fecale più basico di quello fisiologico e con una ricca popolazione di batteri disbiotici situati nel tratto dell’intestino crasso, in grado di portare problemi quali foruncolosi, alitosi, cefalea, malessere, stanchezza cronica, insonnia, cardiopatie e stipsi.

PATOGENESI

Il punto focale di questa risposta immunomediata verso i microrganismi va ricercato a livello dell’apparato digerente. Oltre alla basilare funzione digestiva, infatti, l’apparato digerente svolge una funzione di barriera fondamentale. L’intestino funziona come una porta d’ingresso per una vasta gamma di antigeni estranei assunti dall’individuo dall’ambiente esterno, soprattutto tramite la dieta. Il sistema immunitario, da una parte deve impedire una risposta forte contro gli antigeni tipici dei microrganismi naturalmente presenti all’interno dell’organismo, e dall’ altra deve riconoscere ed eliminare i patogeni in grado di entrare attraverso l’intestino. L’equilibrio di tutti i fattori che entrano in gioco in questo effetto barriera è di vitale importanza. In determinate condizioni l’effetto barriera viene a mancare e gli antigeni caratteristici delle superfici cellulari di tali microrganismi, normalmente percepiti come innocui dall’organismo, permeano fino ai capillari dei villi intestinali e, una volta in circolo, attivano una risposta infiammatoria, sia locale che generalizzata. L’accumulo progressivo di immunoglobuline di classe G specifiche verso determinati antigeni porta gradualmente allo sviluppo della sintomatologia. L’insorgenza dei sintomi necessita di un tempo di latenza che corrisponde all’accumulo in circolo degli immunocomplessi antigene micotico anticorpo-specifico (IgG), fino al superamento del livello soglia, esattamente come fosse una sorta di intossicazione. D’altro canto occorre prendere in considerazione l’atro grande effetto causato dalla presenza e dalla proliferazione di questa popolazione micotica, ovvero l’alterazione dell’equilibrio inizialmente posseduto dalla flora microbica intestinale, portando l’individuo ad uno stato di disbiosi.
Le condizioni sintomatologiche correlate alla reattività immunomediata verso microrganismi, ed il conseguente stato disbiotico, coinvolgono principalmente l’apparato gastroenterico, con un indiretto interessamento dell’apparato neurologico, esclusivamente coinvolto a livello di cefalee ed emicranie, seguite da fisiologici sbalzi d’umore ed astenia. Si può immaginare la fase di accumulo come una fase di latenza in cui le immunoglobuline di tipo G innescano uno stato infiammatorio che può raggiungere e colpire anche i bersagli meno facilmente riconducibili a problematiche alimentari. Molti pazienti lamentano sintomi che non sono in grado di risolvere completamente per via farmacologica o, in certi casi, insorgono disturbi refrattari alle terapie. Sicuramente, i disturbi gastroenterici sono frequenti: colon irritabile, meteorismo, costipazione, diarrea, nausea, vomito, ecc. Molti sintomi sono spesso “mascherati”, cioè risultano comuni, quali cefalea, nevralgia, astenia cronica, labilità d’umore, insonnia, ecc. La difficoltà di ricollegare questi sintomi a problematiche relative alla presenza di microorganismi è ulteriormente aggravata dal fatto che la risposta immunomediata è soggettiva, in quanto non tutti i soggetti reagiscono allo stesso modo.

TERAPIE

Le strategie terapeutiche da attuare in casi di positività al test sono varie e possono essere attuate in sinergia, senza necessariamente essere esclusive l’una con l’altra:

– Esistono precise indicazioni relative a diete ad eliminazione più o meno stringenti, create appositamente per contrastare uno specifico microrganismo fungino (come ad esempio una dieta ad eliminazione specifica per la lotta ai miceti del genere Candida).

– L’assunzione di particolari probiotici, utili a riequilibrare la flora intestinale minacciata dalla presenza di microrganismi micotici. L’analisi dei parametri relativi ai livelli di indacano e scatolo è utile proprio in questi casi, andando a discriminare l’utilità di una somministrazione di bifidobatteri in caso di disbiosi putrefattiva, mentre si preferisce far riferimento all’utilizzo di lattobacilli per quanto riguarda invece i casi di disbiosi fermentativa, essendo questi ultimi i più adatti a svolgere la loro attività metabolica all’interno dell’intestino tenue.

– Un’ottima pratica preventiva consiste nel lavaggio accurato di tutta la frutta e la verdura, integrato dall’aggiunta di principi attivi o semplicemente composti chimici (es. amuchina, bicarbonato, ecc.).

I minerali sono i componenti essenziali dei sistemi che regolano le funzioni corporee.

Minerali, vitamine, aminoacidi, ormoni sono componenti essenziali dell’organismo dell’uomo, che strutturano o regolano processi vitali importanti. Squilibri dietetici, conseguenti ad un’alimentazione monotona o sbagliata, abuso di farmaci, stress, fumo di sigaretta, malattie infettive possono creare carenze di tali sostanze nel nostro organismo e produrre innumerevoli disturbi.

Tutte queste sostanze sono di fondamentale importanza per il funzionamento del Sistema Nervoso Centrale e Periferico, del Sistema Endocrino e per tutti i processi metabolici, agendo come catalizzatori di reazioni enzimatiche o componenti strutturali.

Tale squilibrio è aggravato dall’inquinamento ambientale e dal costante contatto, attraverso l’aria, l’acqua, il cibo o ambiente di lavoro, di metalli pesanti che, ad azione neurotossica, possono produrre disturbi di natura psichica (ansia, depressione, attacchi di panico), neuro-comportamentali in età evolutiva (dislessia, deficit dell’attenzione), malattie immunitarie e tumori.

Il Test del capello ad alta innovazione tecnologica, individua e analizza i componenti biochimici presenti all’interno delle cellule del bulbo e dello stelo del capello per avere un profilo pressoché completo delle condizioni  interne alla cellula e non esterne come accade con i normali test (sangue, urina, ecc).

foto6ATTRAVERSO IL TEST NEW BIOMINERAL POTRAI ANALIZZARE:

– Contenuto e depositi di Minerali Nutrizionali;
– Se e in che quantità sono presenti Metalli Pesanti e Tossici;
– Livello di alcuni Ormoni e Neurotrasmettitori (ad esempio Testosterone, Dopamina ecc);
– Contenuto di Vitamine e Aminoacidi per evidenziare gli squilibri nutrizionali esogeni che endogeni;
– Rapporto fra i Minerali e le loro correlazioni;
– Rapporto fra i Minerali e i Metalli Tossici.

Cos’è il test mineralogramma?
È un’indagine di laboratorio riconosciuta e utilizzata dell’Environmental Protection Agency, il Dipartimento Scientifico dell’Ambiente americano, che permette di rilevare con precisione i livelli dei minerali essenziali alla salute, alcuni elementi traccia e i principali tossici depositati nell’organismo. Un campione di capelli viene inviato in un laboratorio autorizzato ed esaminato con uno spettrometro ad assorbimento atomico (emissione a plasma). I dati vengono poi elaborati in modo da ottenere un quadro completo della biochimica individuale.

Perché analizzare i minerali?
I minerali sono componenti essenziali dei sistemi enzimatici biologici che regolano praticamente tutte le funzioni corporee. Cattive abitudini alimentari, diete restrittive, abuso di farmaci, pillola contraccettiva, stress, inquinamento ambientale, fumo di sigaretta, ereditarietà ed altri fattori possono essere alcune delle cause più ricorrenti di squilibri minerali. Questi squilibri, rilevabili attraverso il BioMineral possono essere l’espressione di tendenze a innumerevoli disturbi.

Perché analizzare i metalli tossici?
Alcuni metalli tossici (Cadmio, Alluminio, Mercurio, Piombo, Arsenico, ecc.) sono elementi in grado di alterare le normali funzioni fisiologiche dell’organismo. Per esempio i metalli tossici nei bambini possono contribuire a sviluppare problemi dell’apprendimento. Il Piombo provoca gravi disturbi neurologici, cefalee e iperattività nei bambini. Il Cadmio può costituire una concausa dell’ipertensione arteriosa. Piombo, Cadmio e Mercurio provocano dolori articolari, problemi muscolari, renali e dermatologici.

Le Intolleranze od Ipersensibilità Alimentari si differenziano dalle Allergie Alimentari in quanto si manifestano con sintomi meno acuti ma protratti maggiormente nel tempo. Non provocano quasi mai delle reazioni violente ed immediate nell’organismo, e quindi spesso non sono direttamente collegabili all’assunzione del cibo che le determina. Si manifestano quasi sempre con una sintomatologia più o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc.) o con modificazioni cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, ecc.); spesso sono correlate a disordini del Peso Corporeo, sia in eccesso che in difetto. Esse sono riconducibili all’accumulo nel tempo delle sostanze responsabili di Ipersensibilità, fino ad un livello che ad un certo punto supera la “dose soglia”. A causa di questo periodo di latenza, spesso risulta difficile accettare e comprendere come si possa improvvisamente diventare Intolleranti ad un cibo comunemente introdotto quotidianamente o meglio pluri quotidianamente (v. frumento, olio di oliva, latticini, ecc.).

TIAMI è un test analitico studiato per assolvere ad un duplice scopo: quello di rilevare la presenza di anticorpi nel sangue umano diretti sia contro microrganismi (funghi, muffe e lieviti) sia contro antigeni alimentari, attraverso la determinazione delle immunoglobuline di tipo G (IgG). La reazione antigene-anticorpo viene rilevata con la metodica ELISA computerizzata che prevede una lettura colorimetrica dei risultati avvalendosi di un supporto elettronico. La metodica ELISA è stata da noi adottata in quanto è l’unica riconosciuta a livello accademico e scientifico, garantendo la massima espressione di affidabilità ed accuratezza per la creazione del test immunodiagnostico. Il processo di realizzazione del kit TIAMI è stato completamente sviluppato e realizzato nei nostri laboratori utilizzando unicamente antigeni estratti da alimenti di provenienza italiana.

A chi è rivolto il test per le intolleranze alimentari?
A tutti coloro che soffrono di manifestazioni cutanee, di problemi legati all’apparato digerente che si accusano particolarmente nel periodo postprandiale mediante cefalee, dolori addominali, nausea, meteorismo: problemi che rendono “pesante” lo svolgersi delle normali azioni quotidiane.

Perché inserire nel test dei microrganismi?
TIAMI è un test studiato per lo specialista della nutrizione e l’introduzione dei microrganismi permette di facilitare l’elaborazione delle diete e di avere dei parametri utili per valutare problemi di disbiosi in pratica 2 test in 1!

L’allergia è una reazione anormale e specifica dell’organismo che avviene in caso di contatto con sostanze estranee che nella maggior parte delle persone di norma non generano disturbi. Di solito il sistema immunitario difende l’organismo da proteine estranee “dannose” scatenando una reazione per eliminarle. L’allergia si può considerare un’alterazione della risposta immunitaria: una sostanza normalmente innocua (allergene) viene considerata nociva e per questo motivo attaccata dalle difese immunitarie dell’organismo. La categoria di anticorpi che entra in gioco in una risposta allergica prende il nome di immunoglobuline E (IgE). Le IgE reagiscono con l’allergene (alimentare o inalante) formando un complesso specifico antigene-anticorpo. Questo scatena una serie di reazioni a cascata, cui intervengono altri componenti del sistema immunitario responsabili dell’insorgenza dei sintomi allergici (in particolare l’istamina). In genere le reazioni allergiche sono immediate e con caratteristiche ben definite; in particolare localizzate in specifici distretti (cute, vie respiratorie e apparato digerente). Il RAST test (test radioallergoassorbente) è un esame del sangue volto alla ricerca di anticorpi diretti verso specifici allergeni (ambientali e alimentari). In questo modo si valuta la presenza di immunoglobuline E a conferma di una reazione allergica in atto al momento dell’esecuzione del test.

GRUPPI DI ALLERGENI TESTATI

20 alimenti

F2 latte vaccino, F1 albume, F75 tuorlo, F4 farina di grano, F8 farina di mais, F14 farina di soia, F12 piselli, F13 arachidi, F15 fagioli, F25 pomodoro, F45 lievito, F48 cipolla, F85  sedano, F24 gambero, F23 granchio, F3 merluzzo, F40 tonno, F59 polpo, F81 formaggio molle,  F82 formaggio fermentato.

20 inalanti

D1 dermatophagoides pteron, D2 dermatophagoides farinae, D70 acarus siro, HX polvere di casa, M6 alternaria alternata, M3 aspergillus fumigatus, M2 cladospordium herbarum, E1 epitelio di gatto, E5 forfora di cane, GM1 mix graminacee, WM2  mix erbe, I1 apis mellifera (ape), I3  vespula species (vespa), K82 lattica di gomma, T3 betulla (betula verrucosa), T1 acero (acer negundo), T14 pioppo (populos deltoides), T7 quercia (qercus alba), T9 olea europea (olivo), T11  platanus acerifolia (platano).

10 alimenti 10 inalanti

DM1 mix ambientale, M6 alternaria alternata, M3 aspergiullus fumigatus, GM1 mix graminacee, WM2 mix erbe, T3 betulla (betula verrucosa), T14 Pioppo (populos deltoides), T9 olea europea (olivo), T11 Platanus acerifolia (platano), F2 latte vaccino, F1 albume, F75 tuorlo, F4 farina di grano, F25 pomodoro, F45 lievito, F24 gambero, F13 arachidi, F97 cacao, F26 maiale, F27 manzo.

Test del DNA completo in grado di indirizzare al miglior tipo di alimentazione possibile. ll test permette di poter individuare la propria alimentazione ideale e impostare un percorso nutrizionale che escluda, limiti o incrementi tutti quei cibi che, per motivi metabolici e/o costituzionali, sono più o meno affini alle caratteristiche della persona.

L’alimentazione, associata ad uno stile di vita sano e corretto, è fondamentale per mantenere la salute e l’efficienza fisica ed è alla base della prevenzione e, in parte, della cura di molte malattie.

Seguire delle regole nutrizionali corrette ed adeguate è certamente fondamentale, ma per riuscire a pieno nell’intento è importante anche escludere quei cibi che possono interagire negativamente con l’organismo e impostare l’alimentazione in modo specifico alle nostre esigenze.

Ogni persona tuttavia reagisce in maniera diversa all’alimentazione, questa differenza è determinata dalle differenze esistenti nel DNA.  Possiamo quindi dire che “siamo quello che mangiamo” e che il nostro benessere dipende dalla interazione fra l’informazione scritta nei nostri geni e la nostra alimentazione. Purtroppo però questo viene spesso dimenticato o tralasciato ed al cibo si attribuisce solo una valenza di apporto calorico, quando in realtà è un modulatore della salute capace di interagire con i vari processi metabolici e per questo è in grado di aumentare il rischio di malattia oppure di aprirci le porte alla salute.

foto11DNA EXPLORER

E’ un test del DNA di nuova generazione finalizzato alla ricerca dell’alimentazione più specifica per la persona.
DNA Explorer è mirato alla individuazione delle varianti genetiche coinvolte nel metabolismo dei lipidi e dei carboidrati, che consentono di scegliere l’alimentazione in linea con le caratteristiche genetiche e quindi rendere più efficace la dieta per raggiungere e mantenere il peso forma più facilmente.

DNA EXPLORER è quindi lo strumento più innovativo per capire quali sono i cibi più adatti per ciascuno e come combinarli in un piano alimentare personalizzato in grado di favorire il benessere psico-fisico e mantenerlo il più a lungo possibile.

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NUTRIGEN-EXPLORER, analizzando una serie di varianti del DNA correlate ad importanti processi metabolici, permette di impostare un programma nutrizionale, nutraceutico e di correzione dello stile di vita personalizzato in base alle caratteristiche del DNA.

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Ippocrate, il padre della medicina diceva: “fa che il tuo alimento sia il tuo medicamento e che il tuo medicamento sia il tuo alimento”, sosteneva quindi l’importanza del cibo per raggiungere un ottimale stato di salute. Un concetto ovvio alla luce delle recenti scoperte ma che ha determinato un fiorire di diete di tutti i tipi, tutte più o meno supportate da dati scientifici ma spesso in contraddizione tra loro. Nonostante questo però alcune persone hanno tratto vantaggio da questi regimi alimentari.

Ma perché alcuni si, altri no? Perché una cosa che fa bene ad una persona, la stessa cosa non fa niente o addirittura può far male ad un’ altra?

Il motivo è semplice, esistono delle diversità genetiche tra ognuno di noi e per questo è necessario, non tanto cercare regole nutrizionali generali, uguali per tutti, ma individuare il tipo di alimentazione che più si adatta alle caratteristiche costituzionali e genetiche individuali. Il cibo che mangiamo, quindi, non deve più essere visto soltanto come una fonte di calorie, ma come un modulatore della salute in quanto capace di interagire con i vari processi metabolici e per questo in grado di aumentare il rischio di malattia oppure di aprirci le porte alla salute.

Nutrigen-Explorer, analizzando una serie di varianti del DNA correlate ad importanti processi metabolici, permette di impostare un programma nutrizionale, nutraceutico e di correzione dello stile di vita personalizzato in base alle caratteristiche del DNA.

Il test valuta questi ambiti specifici:
1. CONTROLLO DEL PESO CORPOREO
2. METABOLISMO DEI LIPIDI
3. METABOLISMO DEI CARBOIDRATI
4. DETOSSIFICAZIONE
5. CAPACITA’ ANTIOSSIDANTE
6. GLICAZIONE
7. METILAZIONE
8. CAPACITA’ ANTINFIAMMATORIA
9. METABOLISMO DELLA VITAMINA D
10. INTOLLERANZA AL LATTOSIO
11. SENSIBILITA’ AL SALE
12. SENSIBILITA’ ALLA CAFFEINA
13. SENSIBILITA’ ALL’ALCOOL

La valutazione della costituzione genetica individuale permette di:
– conoscere quale sia l’alimentazione ideale per raggiungere e mantenere il peso ideale;
– conoscere quali tra i principali alimenti sono importanti per la propria salute;
– suggerire delle correzioni specifiche dello stile di vita;
– consigliare eventuali approfondimenti clinici;
– suggerire un integrazione appositamente studiata per la prevenzione e il mantenimento della salute e del benessere della persona nei casi in cui la dieta fosse insufficiente a correggere il disturbo metabolico.

TEST DIAGNOSTICI

Al centro effettuiamo test diagnostici all'avanguardi e di ultima generazione, riconosciuti dal Ministero della Salute.
Per saperne di più
TEST DIAGNOSTICI